Eventi


Sapevi che è più inquinato dentro casa che fuori?​

Questo e molto altro è quello che ci ha spiegato l’ing​. Masullo in un incontro molto interessante con tutte le seconde medie​ ​dedicato all’inquinamento indoor. ​I​l 5 Dicembre​, infatti, tutte le classi seconde medie si sono riunite nella sala Crostarosa ​per incontrare il direttore del circolo locale del Rotary Club​, un​’​ associazione di professionisti (ingegneri, architetti…) che si occupa di molti progetti umanitari come, ad esempio, informare le persone, in particolare gli studenti, dell’inquinamento indoor​, quello presente all’interno degli spazi chiusi​ provocato, dalle muffe, i batteri e gli acari​. L’ing​. Masullo ci ha spiegato che noi dormiamo ogni giorno su mezzo miliardo di acari​!
Un altro esempio ​di inquinamento ​indoor è quello ​luminoso ed elettromagnetico provocato da oggetti come telefoni, computer, T.V., ecc.. A noi è piaciuto molto questo incontro interessante e utile​, in questo modo, infatti, possiamo cercare, nel nostro piccolo, di diminuire questo tipo di inquinamento con i metodi che ci sono stati spiegati.

Lavinia Croccolo e V​i​ttoria Scassellati


Studenti Stonyhurst

Ci avviciniamo con curiosità al banco esposto nel corridoio della scuola; campeggia davanti alla finestra, scuro e massiccio, segnato da graffi e incisioni. Osserviamo con attenzione quest’ultime e ci accorgiamo che non sono comuni linee o disegni; sono nomi, i nomi dei tanti alunni che per fuggire alla noia dello studio hanno ben pensato di lasciare una traccia del loro passaggio nella scuola. Cerchiamo di decifrare le calligrafie alterate dal legno spesso e inaspettatamente uno dei tanti nomi attira la nostra attenzione: Arthur Conan Doyle. È inciso sull’estrema sinistra del banco con linee spezzate ed aguzze. Meravigliati ascoltiamo le parole della guida che con fare orgoglioso ci racconta uno dei tanti aneddoti della scuola di Stonyhurst, il college inglese nel quale abbiamo passato una settimana per un ministage linguistico e culturale. La guida ci racconta che il celebre creatore dell’eccentrico detective Sherlock Holmes è stato un alunno di questo prestigioso college dal 1869 al 1875, all’epoca unicamente una delle tante figure che si affrettava nei corridoi scherzando con i propri compagni di classe. A quanto pare lo scrittore è rimasto legato al luogo dove ha trascorso una parte della sua fanciullezza; in uno dei suoi libri “Il mastino dei Baskerville”, uno dei tanti che compongono il ciclo dedicato a Sherlock Holmes, pare si faccia riferimento al suggestivo paesaggio che circonda Stonyhurst. Leggendo il passaggio della storia in cui viene descritto l’aspetto esteriore di Baskerville Hall (”La Strada si apriva su un immenso tappeto erboso, e la casa si trovava davanti a noi. Nel centro c’era un’imponente costruzione che si proiettava in un portico … da questo blocco centrale si innalzavano le torri gemelle, antiche, merlate e trafitte da varie scappatoie”) si può notare l’estrema somiglianza con la facciata del college e lo spiazzo erboso antistante ad essa. Per gli appassionati di questo ciclo letterario rimarrà sempre un mistero se questa supposizione sia fondata o meno, eppure per me, che sono rimasta più volte ferma sotto la neve ad osservare lo scenario suggestivo in cui è immerso il college, quella descritta sopra non è affatto un’ipotesi. Immagino che Conan Doyle sia rimasto affascinato dalla struttura del college e dai due lembi di terra verdeggianti tagliati dalla strada che si aprano davanti a questa e abbia voluto celebrarle ambientandovi una delle sue opere più famose.

Flaminia Galeoni


3 media: un tuffo nella Roma Barocca

Venerdì 13 febbraio, le classi terze si sono recate in visita alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma. Gli alunni hanno percorso le sale affrescate di un palazzo che ha voluto celebrare la figura di Papa Urbano VIII, da lui stesso definitosi il Papa-sole. L’edificio è l’esaltazione della famiglia del Papa Barberini infatti, lo stemma con le tre api è presente ovunque. Per questo edificio si sono messi all’opera artisti di fama coma Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Pietro da Cortona.

Usciti dalla Galleria, gli alunni hanno percorso le vie bagnate della città alla scoperta di alcune chiese emblematiche del Barocco e del Rinascimento. La prima chiesa visitata è la “perla” del Barocco: S. Andrea al Quirinale. Qui Bernini, che si compiacque molto della sua opera meglio riuscita, fonde insieme, nel “bel composto”, l’architettura, la pittura e la scultura dando un effetto scenografico coinvolgente tipico dell’artista. Successivamente, la chiesa di S. Carlino alle Quattro fontane, ultima opera di Borromini. In questo edificio sacro l’artista, con apparente semplicità, sfrutta gli spazi ridotti conferendogli plasticità uniche grazie all’alternanza di superfici concave e convesse. Ultima chiesa visitata è S. Maria degli Angeli e dei Martiri ristrutturata da Michelangelo Buonarroti. Il genio di Michelangelo integrò il sacro nelle terme di Diocleziano, senza alterarne la struttura e nel 1702 Papa Clemente XI fece realizzare una meridiana di 45 m.; la chiesa è spesso usata per celebrazioni ufficiali.


Arrivederci 3A

Sembra quasi ieri che siamo entrati in questa scuola per la prima volta, camminando nell’ atrio e guardandoci attorno smarriti, perché tutto era nuovo per noi. Ci chiedevamo chi fossero quelle persone, chi sarebbe stato il nostro vicino di banco, chi era simpatico e chi no. Oggi conosco la maggior parte di queste persone e posso chiamarle amici, perché è questo che si diventa dopo tre anni di risate e litigate. Ora che ripenso a tutti quei momenti buffi, alle ansie prima e dopo i compiti, ai “che voto hai preso?”, alle indimenticabili corse a mensa, alle sgridate da parte dei prof, alle uscite dopo la scuola, mi chiedo come farò l’anno prossimo senza la battute di Botta, Zanetti che parla da solo o con te e non capisci con chi sta parlando, le chiacchierate mentre il prof spiega e tutti quei momenti che ci hanno unito. Io parlo della mia esperienza con la mia classe, che non cambierei per nulla al mondo, ma ognuno ha la sua; penso che non potesse capitarmi classe migliore, perché anche con tutte le litigate e le prese in giro che abbiamo continuamente, nel momento del bisogno siamo stati una classe unita, pronti a difenderci gli uni gli altri. Ci siamo fatti conoscere come una classe irrequieta e disunita, e forse avevano ragione, ma crescendo siamo diventati più uniti e pronti a sostenerci, anche se l’irrequietezza non se n’è andata via e probabilmente non lo farà a breve. Quando siamo entrati in questa scuola abbiamo capito subito che non era una scuola come le altre, e quando ci dissero che “un massimino si distinguerà sempre” non capivamo cosa volessero dire, ma alla fine di questo percorso abbiamo capito che quello che ci hanno insegnato qui non è solo 2+2, ma è come comportarsi nella vita e che tipo di persona si vuole diventare. È grazie alla pazienza infinita dei professori e degli amici che ora ho capito che tipo di persona voglio essere. Ormai gli esami sono alle porte ed è quasi arrivato il momento di lasciarci. Dopo gli esami e l’estate ognuno di noi andrà alla scuola superiore, molti resteranno ma molti altri se ne andranno. Queste amicizie che abbiamo creato alle medie non sono destinate a terminare e spero di rivedere presto ognuno di voi. Grazie davvero per avermi aiutato a crescere e diventare come sono, nel bene e nel male. Se sono qui è anche grazie a voi che mi avete sostenuto quando avevo bisogno e mi avete aiutato a migliorare. Grazie di tutto a voi e ai professori; resterete per sempre nel mio cuore. In bocca al lupo a tutti per gli esami.

Siria Bozzo e Annalinda Giudiceandrea per la 3 A


Arrivederci 3B

Abbiamo voluto fare questo discorso credo a nome di tutte le terze medie. Ci ritroviamo adesso, il 12 giugno 2014 a stare per l’ultima volta qui tutti insieme. Sono passati ben tre anni, tre anni che a settembre del 2011 ci sembravano un’eternità, quando gli esami di terza media erano il nostro ultimo pensiero in assoluto. In tre anni siamo entrati piano piano a far parte di quel periodo bellissimo chiamato “adolescenza”. Un periodo di nuove amicizie, di amori, di delusioni, di pianti e di gioie. Quel periodo in cui capisci chi sono i veri amici e chi i “nemici”, quel periodo in cui capisci che non sarai più solo e che ci sarà sempre qualcuno su cui potrai contare.

9 settembre 2011.

Come potremo mai dimenticare quel primo giorno di scuola della prima media? Alcuni di noi conoscevano già l’Istituto Massimo, il portiere all’ingresso, il colore del cancello, la posizione delle radici nei vialetti, per altri tutto era nuovo: i  compagni, i professori, il Preside, le bidelle, il bar, i corridoi, il colore dei bagni… tutto un altro pianeta. In 600 giorni siamo cresciuti. (più o meno)

Come potremo mai dimenticare queste 3000 ore di scuola tra italiano, arte, inglese, spagnolo. Le ore insieme ad ascoltare, scrivere, seguire la lezione, dalla più divertente alla più noiosa… come dimenticare i bigliettini sotto i banchi, gli scherzi ai prof, le risate e le dormite in seconda ora?! Ci porteremo appresso i ricordi, le emozioni, i sentimenti…rivivremo questi momenti in altre situazioni della nostra vita e chiedendo al primo che capita “ehi ma ti ricordi le medie?”

600 giorni, 3000 ore

Gli appelli, i lunedi mattina, gli sguardi complici, le feste di compleanno, le gite, i selfie negli autobus, i film, le canzoni. È brutto dire addio a tutto ciò, è brutto dire addio agli amici, i più grandi, quelli che dopo 11 anni in classe insieme sei costretto a salutare e a promettere che rimarrete uniti, sperando, sperando, sperando…

600 giorni, 3000 ore

Amici e amiche per la vita. Insieme, tutti i giorni, col freddo e con la pioggia, autunno, inverno, primavera. Amici e amiche per la vita. Come nessun altro al mondo. Per fortuna. Non potremo mai dimenticare perché siamo passati dal dire “ti odio a “ti amo”, perché sennò ora non staremmo qui con le lacrime agli occhi…

600 giorni, 3000 ore.

Tante parole non sempre rendono interessanti i discorsi… a volte una sola parola racchiude un profondo significato: grazie! Grazie a questa scuola che ci resterà nel cuore, a tutti i prof che magari ogni tanto, rileggendo questa lettera, si ricorderanno della terza media 2013-2014.

Quei ragazzi che salutano orgogliosi di esser riusciti nel migliore modo possibile!

Grazie al professor De Angelis, Coira, alla prof.ssa Monaco, all’Elisei, a Olati, a Romio, a Prandi, alla Bortolato, all’Armeni, alla Novelli…

Grazie a tutti i nostri compagni che ci hanno aiutato e sostenuto. Un ringraziamento speciale ad Anna E alla ditta delle gonne della divisa che ha accettato alcuni di noi tra i clienti speciali.

Beh che dire…in bocca al lupo!

 

Germana Macciardi per la 3B

 


3C: UN “PUNTO” alla nostra storia…

Eccomi qui, 12 giugno 2014 

Per tanti oggi è un giorno come un altro, io però non sono fra questi “tanti”.

Oggi è un giorno che mette un punto a tante cose, tante cose belle alle quali non potremo mai dire addio e alle quali una parte di noi resterà sempre legata. Questo è il mio ultimo giorno alle medie e lo so che la parola “ultimo” non è mai piaciuta a nessuno, ma è così…e anche se io non posso e non voglio crederci, sono già passati 3 anni da quando tutto è cominciato.

Ancora me lo ricordo, eravamo piccoli e spensierati…avevamo però paura per tutto ciò che ci sarebbe successo e mai e poi mai avrei immaginato che in realtà questo percorso sarebbe stato fatto di fatiche, sacrifici, ma soprattutto di amore, risate e tantissime esaltanti esperienze. In questi anni ho avuto la fortuna di condividere tanti momenti con delle persone fantastiche che in ogni situazione (ed in particolare in quelle difficili) sono sempre riuscite a farmi sorridere aiutandomi a superare alcuni ostacoli che ognuno di noi ha inevitabilmente incontrato.

Io non mi sto riferendo solo alla mia migliore amica o migliore amico, io sto parlando di tutti quei ragazzi e professori “riuniti” sotto il nome di 3^C!

Ora io sono qui, con una penna che mette nero su bianco una parte dei miei pensieri, una parte di ciò che in fondo ognuno di noi ha nel cuore. Dentro di me so però di non aver fatto abbastanza….so che per poter ringraziare tutti quanti per questi meravigliosi tre anni probabilmente dovrei riuscire a trasmettervi più di semplici parole, perché queste sono solo un mezzo per arrivare al vostro cuore, dove voglio rendere speciale questo “maledetto Punto” che stiamo mettendo alla nostra bellissima e straordinaria storia !!!

 

12, 11, 10 : non ci rimane altro che fare questo countdown per qualcosa che vorrei non finisse mai.

9, 8, 7 : un ultimo sguardo ai professori ai quali spero di aver fatto capire quanto sono stati importanti per noi.

6, 5, 4 : ora guardo i miei compagni; c’è chi piange e chi si tiene tutto dentro ed ancora per una volta sento tutto il loro sostegno.

3, 2, 1 : vi voglio veramente tanto bene, mi mancherete tanto ma “questa volta è finita, è finita davvero”

Grazie

Claudia Minnone per la 3 C la Mitttica !!!!

 

 


Teenagers On The Podium

“Massimo’s Top Day” è un nuovo evento che mira a premiare le eccellenze presenti nel nostro istituto e a farci scoprire la bellezza delle attività didattiche ed extracurricolari proposte. Un volenteroso staff di alunni e insegnanti si é assunto la responsabilità di gestire la giornata e ha dato tutto per renderla memorabile. In effetti, così è stato: già pochi minuti dopo l’inizio eravamo entusiasti di essere a scuola. Gli studenti parlano delle proprie passioni, interessi e successi. Ci sentiamo parte di una grande famiglia in cui ognuno porta qualcosa di diverso. Siamo invitati a provare e sperimentare con mano, lasciando per un attimo da parte i libri di testo. I progetti presentati son moltissimi e coprono tutti i campi: Economia, Filosofia, Fisica, Matematica, Robotica e molto altro. Per questo motivo, é veramente difficile non trovare qualcosa che ci interessi. Inoltre, tutte le attività hanno una cosa in comune: ci aiutano a crescere e a diventare più uniti.

Prendono la parola anche le classi coinvolte nella Settimana Sociale e nelle Giornate Ignaziane. La gioia che i nostri compagni provano nell’aiutare gli altri è incredibile: ci spiegano che dare, molte volte, é addirittura più soddisfacente di ricevere. Non mancano anche i talenti inaspettati: Elena Di Lauro, terza classificata a livello nazionale nel concorso “Diamoci un tono”, riesce ad immergerci in un’altra dimensione fatta di pensieri ed emozioni. Non da meno il cortometraggio del corso di Film Making, capace di commuovere gran parte dei presenti in sala. La giornata si conclude con il riconoscimento di Carlotta Verucci e Francesco Romagnoli come migliori studenti dell’anno, a causa dell’eccellenza accademica e umana dimostrata. Fra la soddisfazione dei loro amici e compagni di classe, ci viene dato appuntamento al prossimo anno, sperando che più persone colgano le immense possibilità che la nostra scuola ci offre.

Luca Britos

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11 giugno 2014

Molta emozione tra i maturandi che oggi hanno letto il discorso di commiato in occasione della Messa di fine anno celebrata nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo all’EUR. Fabrizio M. Bertusi e Matteo Avarello, a nome di tutti i compagni, hanno “ri-cordato”, cioè “riportato al cuore” i lunghi, intensi, straordinari anni di formazione al Massimo. E il nostro augurio affettuoso è che continuino a crescere bene, diventando lievito fertile per gli altri e con gli altri.

Leggi tutto il discorso.

 

 

 

 

 


La Pulce: visita agli studi Rai

Entusiasmante  è stata la visita a Saxa Rubra, svoltasi giovedi 29 maggio, da parte dell’intera redazione del giornalino La Pulce dell’Istituto Massimiliano Massimo, ospite degli studi Rai; una guida, Fabrizio di Gianmarino, appassionato e competente,  ci ha illustrato gli innumerevoli edifici che componevano il centro, facendoci vedere un modellino in scala rappresentante Saxa Rubra, per farci notare la grande organizzazione degli edifici che, uno accanto all’altro, seppur simili, avevano compiti differenti. Abbiamo inoltre visitato autentiche redazioni televisive; una caratteristica di queste redazioni che mi ha colpito era la tecnologia quasi futuristica utilizzata durante le riprese: le telecamere si muovevano automaticamente e ogni rispettivo microfono e/o videocamera aveva un doppione in caso di necessità: le riprese dovevano continuare assolutamente. Un’altra loro caratteristica era la presenza di simboletti sparsi sul pavimento che rappresentavano il posto dove un oggetto si sarebbe dovuto trovare in caso di ripresa. La guida ci ha fatto visitare la nuova redazione del Tg3, facendoci immedesimare nella parte di conduttore, spiegandoci i “trucchi del mestiere”, come, ad esempio, la lettura da parte del giornalista del teleprompter, noto anche come suggeritore elettronico, oppure la postura e il timbro di voce che bisogna avere per parlare direttamente alla telecamera; questa parte della gita è stata la mia preferita, in quanto ci ha preparato a diventare futuri conduttori televisivi e giornalisti. La simpatica guida ci ha poi portati a vedere due tipi di studi molto diversi tra loro: 

  • uno studio futuristico, tra l’altro il mio preferito, controllato da una serie di computer potentissimi collegati a diversi monitor ognuno dei quali rappresentava una redazione; 
  • uno studio nato più di 20 anni fa controllato da computer meno potenti collegati a monitor in bianco e nero.

Abbiamo terminato questa stupenda gita con una foto accanto al simbolo degli studi Rai (nonché di Saxa Rubra): la scultura in oro di un cavallo alato “legato” su una collina. Davvero una bella esperienza, ringrazio i nostri “capo redattori” per averla organizzata, dandoci l’opportunità di entrare in contatto con il “fantastico mondo…di mamma Rai!”


Tommy Imperatori 2B

 


Noi studenti del Massimo in visita al MAXXI

architetti per un giorno Contenuto:Il 6 maggio 2014 noi studenti della II A e della II B abbiamo visitato, accompagnati dai docenti di Tecnologia, Prof. Olati e di Scienze Motorie, Prof.ssa Novelli, il MAXXI (così chiamato, perché è il Museo delle Arti del XXI secolo), che é stato progettato dall’architetto irachena Zaha Hadid, vincitrice di un  concorso internazionale per l’innovatività del progetto e per la capacità di questo di integrarsi con il quartiere circostante, caratterizzato da numerose caserme.All’inizio della visita una guida ci ha spiegato l’architettura e le opere in mostra al museo di arte contemporanea: la struttura ha muri curvilinei, che ricordano le onde del mare e che creano un’idea di movimento.  Il museo non ha percorsi preordinati ed il visitatore può muoversi al suo interno liberamente.Le gallerie non hanno un vero e proprio tetto ma sono coperte da un vetro trasparente e da pannelli, che, a seconda del loro orientamento, possono far penetrare al massimo la luce, oppure direzionarla o creare un effetto di buio.I pannelli, inoltre, possono essere utilizzati per appendervi installazioni artistiche.Zaha Hadid ha utilizzato materiali moderni mescolati fra loro, in modo da ottenere effetti innovativi: il cemento, la lana di vetro e le resine e ha scelto come colori prevalenti il bianco, il nero ed il grigio, facendo così risaltare i colori delle opere esposte (il museo ha delle installazioni fisseed ospita soprattutto mostre temporanee).La visita è stata molto interessante, specialmente l’attività di laboratorio che è consistita nel riprodurre la pianta del MAXXI con diversi materiali: plastilina, carta crespa e pezzi di metallo; ogni gruppo di lavoro aveva a disposizione solo un tipo di materiale e doveva superare le difficoltà chequesto comportava.Quest’esperienza ci ha aiutato a comprendere meglio ciò che abbiamo studiato sull’edilizia e sui materiali da costruzione. 

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Enrico De Angelis, Maria Grazia Quarta ed Elisa Sergio

 


12 - 16 Maggio ITALIASI’

Terminata la V edizione dell’evento sportivo dedicato alle seconde medie, ITALIA SI’ spegne i riflettori con qualche lacrima tra i ragazzi che si salutano dopo una settimana di sport e turismo. Gli atleti di Roma, Messina,Torino, Napoli, Milano e Palermo, gemellati in piscina, sul campo di atletica leggera e sotto la rete di pallavolo, si sono battuti con impegno, correttezza, e gioia per la conquista di una medaglia. Infine, vestiti tutti da antichi romani, tra risate e balli, si sono salutati alla grande festa organizzata per loro con tanta fantasia dalle mamme romane.

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Giornata da sogno in giallorosso

25 Aprile 2014 – L’A.S. Roma ha invitato la redazione del Giornalino on line “La Pulce” dell’Istituto Massimiliano Massimo a partecipare alla partita di calcio Roma – Milan. In rappresentanza sono stati scelti due giovani giornalisti, Ludovica Locatelli e Francesco Rossi, alunni della Scuola secondaria di I grado, che, accompagnati dal Prof. Massimo De Angelis, referente del Corso di Giornalismo, hanno avuto l’onore di intervistare un giocatore e alcuni ex calciatori. L’organizzazione, impeccabile, ha iniziato la serata con un accogliente benvenuto alla “Welcome area” fuori dallo stadio da parte di Gabriele D’Urbano e Tiziano Riccardi, che ci hanno guidati attraverso un suggestivo “tour” dello stadio, passando per la galleria, dove da sempre entrano i giocatori, giallorossi e avversari, con i rispettivi pullman. Successivamente, abbiamo visitato gli spogliatoi della Roma. Appena entrati siamo rimasti a bocca aperta dallo stupore: l’intera stanza era tappezzata dalle maglie dei giocatori e da una grande scritta sul muro “siamo la Roma”. Sembrava un vero e proprio santuario giallorosso! Una volta finito di far foto a volontà agli armadietti, Gabriele e Tiziano, molto pazientemente, ci hanno condotti nel corridoio per entrare in campo, da cui sono passate le più grandi leggende della Roma, e arrivati alla fine… l’abbiamo visto: enorme, verdissimo, incorniciato dalle tribune, il campo e, come da usanza, abbiamo toccato l’erba in segno di buon auspicio: visto che la Roma è riuscita a proseguire la sua striscia di partite vinte consecutivamente, questa “usanza” va continuata. Finito il giro turistico, quando la fame cominciava a farsi sentire, siamo entrati nell’elegantissimo ristorante dello stadio, dove siamo stati accolti da un buffet colmo di salumi, formaggi, primi, dolci e pizze buonissime, da gustare mentre giocavamo una partita con un fantastico biliardino interamente in vetro. Tra un boccone e l’altro, abbiamo intervistato tre ex giocatori della Roma: Giacomo Losi, Angelo Sormani e Luciano Tessari. Il primo, vera e propria bandiera della Roma (15 campionati disputati con la maglia giallorossa!) alla domanda su come sia cambiata la tifoseria da quando era calciatore, ha risposto che i tempi sono cambiati purtroppo in peggio: ormai si fa fatica anche a portare i più piccoli allo stadio perché petardi e risse sono l’ordine del giorno. La sua intervista è finita ricordando le sue doti calcistiche, con un’affermazione simpatica: “anche se sono basso, tra me e Sormani, intervistato successivamente, ho sempre preso io la palla di testa!”. Poi, appunto, è stata la volta di Sormani, che si è definito il “Totti” di ieri per i suoi 150 goal e per i suoi 10 anni come capitano; dopo aver finito la carriera da calciatore, si è dedicato all’insegnamento calcistico per i giovani e, secondo il suo parere, la differenza tra il calcio di ieri e quello di oggi sta nel fatto che ora “va tutto più veloce”. Il terzo ed ultimo ex calciatore che abbiamo avuto la possibilità di intervistare è stato Tessari, ex portiere che ancora insegna il gioco del calcio ai più giovani, affermando che la qualità migliore per lui è la lealtà sportiva, che però oggi sta scomparendo, e sarebbe importante tramandarla ai calciatori del domani! Dopo l’intervista, finalmente INIZIA LA PARTITA! Cominciano, come temuto, i cori contro Balotelli e ad ogni tocco di palla arrivano sempre i fischi della Curva Sud. Peccato, anche in questa occasione si è perso un modo civile di vivere lo sport! Partita combattuta nei primi minuti, ma verso la fine del primo tempo il Milan comincia ad abbassare i ritmi di gioco, così al 43’ Pjanic, dopo un dribbling che ricorda le emozionanti giocate di Maradona, insacca la palla in rete, mandando l’Olimpico in visibilio. Nel secondo tempo non c’è storia: la Roma domina completamente (a parte qualche disattenzione difensiva) e ovviamente non manca il goal, questa volta dell’ivoriano Gervinho, che accompagna la palla in rete con un “tap ìn” vincente dopo il destro di Totti. Alla fine dei minuti di recupero arriva il triplice fischio di Tagliavento e così è nuovo record della squadra di Rudi Garcia: nove vittorie consecutive! Al di là del risultato, che ovviamente ci fa piacere, va sottolineato comunque il bel clima di festa dei tifosi che si sono stretti intorno a questa squadra con calore ed affetto: commovente la standing ovation all’uscita del capitano, davvero meritata. Al termine della partita, quando pensavamo che la serata fosse finita e ci stavamo dirigendo all’uscita, Gabriele ci ha informato che potevamo aspettare i giocatori fuori dagli spogliatoi per chiedere gli autografi e fare qualche domanda a un calciatore. Il “nostro fortunato” è stato l’attaccante serbo Ljajic, che aveva appena fatto una grande partita. Alla domanda su come pensasse di aver giocato, la risposta è stata molto diplomatica: “Non mi piace parlare di singolo, ma di squadra! Sono molto soddisfatto dei miei compagni e della partita.” Così, dopo vari autografi da parte di Totti, Gervinho, Florenzi, Taddei, Dodò, Castan, Bastos, con il nostro quadernino pieno di firme, abbiamo salutato i nostri impeccabili accompagnatori e siamo tornati a casa entusiasti e contenti della giornata trascorsa. E’ stata una serata bellissima, non solo perché la Roma ha vinto meritatamente, ma perché abbiamo avuto la possibilità di fare una nuova e meravigliosa esperienza che di sicuro non dimenticheremo mai e rimarrà per sempre nei nostri cuori giallorossi!

Ludovica Locatelli e Francesco Rossi 3C Con l’affettuosa partecipazione di Alessandro Imperiali

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Un’esperienza diversa…

La mente intelligente è una mente curiosa: non è soddisfatta delle spiegazione né delle conclusioni altrui, vuole toccare con mano. Scopo del viaggiatore è scoprire qualcosa di nuovo, fondendo l’immaginazione con la realtà. È questo ciò che hanno vissuto 25 studenti dei nostri licei che, tra il 26 gennaio e il 1 febbraio 2014, in occasione della settimana di recupero e potenziamento, hanno trascorso sette giorni a Dublino. Non si è trattato solamente di un viaggio di istruzione o della frequenza di un corso di lingua strutturato, bensì di un’occasione preziosa per conoscere un’altra scuola gesuita d’eccellenza: il Gonzaga College di Dublino. Siamo stati catapultati in una realtà completamente differente dalla nostra per il modo di vivere la scuola, dalla modalità di studio al rapporto con i professori. Noi, fin da subito, abbiamo cercato di far emergere le caratteristiche del nostro mondo scolastico, nella consapevolezza che è nell’integrazione, frutto del confronto, il risultato migliore. Mentre la mattina frequentavamo le lezioni, il pomeriggio era dedicato a conoscere la città di Dublino, grazie alla preziosa guida di Ann, vicepreside del Gonzaga, persona molto competente e coinvolgente che ci ha fatto appassionare alla città. Al termine delle visite stabilite, ci veniva concesso del tempo in cui eravamo liberi di girare autonomamente e di conoscere Dublino a 360 gradi. Abbiamo apprezzato particolarmente che le nostre professoresse abbiano deciso di accordarci questa fiducia, così da consentirci di vivere pienamente la città. Purtroppo, la settimana è trascorsa velocemente e presto abbiamo dovuto affrontare l’idea di ritornare a casa. Nonostante sia stato difficile il distacco, infondo eravamo tutti felici: sapevamo di aver costruito qualcosa di nuovo e prezioso.

Luca Britos 2 Sc B

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27 gennaio 2014: Giornata della memoria

La sofferenza, di una guerra non più nostra, che però vive tuttora in noi, come, appunto, una memoria. Antica, di un popolo sempre discriminato, di cui noi non dobbiamo avere compassione, ma fare nostro il dolore patito. Questo è stato lo scopo del concerto, a parer mio, condividere la sofferenza, tramite la più nobile e pura delle arti, la musica; in grado di avvolgerti e, grazie alle parole di un narratore dalla grande capacità espressiva, a portarti dove nient’altro potrebbe, indietro, nel tempo, nei luoghi del patimento, a guardare con occhio di spettatore il patito, ovvero l’annullamento del proprio io nel mondo. E infatti era ciò quello di cui aveva paura Levi, come moltissimi altri, che nessuno li ascoltasse, ed è un sentimento condiviso tra i deportati, tanto da spingere le loro brillanti menti a elaborare, nonostante la situazione, opere di grandissimo valore artistico, e capaci di trasportarci in quella orrenda, passata realtà.

Dobbiamo quindi rispettare la loro dignità e porci non come elemosinieri, bensì come giudici di un comportamento disumano e frutto di una completa degenerazione dell’essere umano, inteso come ogni sua parte, ogni suo pensiero; e se quello era caos, la musica ci riporta alla calma ed accompagna egregiamente il nostro pensiero.

Filippo De Martino 1sc A

 


Mercoledì 15 gennaio: 3^ giornata ignaziana

Un regalo inaspettato. In questa stretta di mano, non comune, c’è tutto l’orgoglio e l’emozione del: “perché proprio a me?” ho incontrato i suoi occhi sereni e un sorriso reciproco è nato. il Papa ed io: non ci posso credere!

Maria Vittoria Scioli 3 Cl A

 

E’ un Papa buono. E semplice. Lo dimostra fin dal primo momento in cui lo vediamo: viso sempre sorridente, sguardo da cui traspare una volontà d’animo unita ad un carattere forte ma allo stesso tempo una vena di bonomia che lo rende estremamente affabile e gentile. E’ inaspettatamente puntuale, arriva addirittura una decina di minuti prima del tempo prestabilito e, in piedi sulla sua papamobile, saluta la folla con una gioia e un’ energia insolita e insospettata. Ma Francesco è così, un Papa nuovo, con una concezione della chiesa diversa, più al servizio dei fedeli. Lo abbiamo incontrato lo scorso 15 Gennaio, in occasione della terza giornata Ignaziana.

La giornata Ignaziana è una novità introdotta quest’anno ai terzi anni del nostro liceo: si sostituisce un’ora di religione settimanale con un’uscita didattica mensile, da Ottobre fino a Maggio. Le tre classi vengono suddivise in 4 gruppi che, a rotazione, visiteranno delle tappe che abbiano come comune scopo la riscoperta dell’ordine gesuita e delle sue numerose iniziative sia scientifiche sia umanistiche.

Abbiamo quindi unito i quattro gruppi per partecipare a questo evento e la giornata prevedeva la presenza all’Udienza generale del Papa e la visita alla Curia Generalizia Gesuita.

Nella Curia abbiamo avuto modo di visitare la splendida cappella e ammirare le sublimi vedute di via della Conciliazione e della basilica di San Pietro dalle ampie terrazze di essa. La cappella in stile neoromanico ci è stata mostrata dai nostri padri Claudio Pera e Massimo Nevola, che ci hanno illustrato le caratteristiche architettoniche fondamentali e ci hanno riportato cenni storici sulla vita della curia.

Ma il momento veramente emozionante è stato l’incontro con il Papa, che nel suo discorso ha riaffermato la cruciale importanza rivestita dal Battesimo, mezzo per perpetuare la fede Cristiana attraverso le generazioni: ci ha raccontato di come la religione cristiana sia sopravvissuta in Giappone agli inizi del ‘600,nonostante la persecuzione perpetrata dall’Imperatore. “Allora la comunità si ritirò nella clandestinità, conservando la fede e la preghiera nel nascondimento. E quando nasceva un bambino, il papà o la mamma lo battezzavano, perché tutti noi possiamo battezzare. Quando, dopo circa due secoli e mezzo (…) i missionari ritornarono in Giappone, migliaia di cristiani uscirono allo scoperto e la Chiesa poté rifiorire. Erano sopravvissuti con la grazia del loro Battesimo! Ma questo è grande! Il popolo di Dio trasmette la fede, battezza i suoi figli e va avanti”. Queste le parole usate dal Sommo Pontefice nel suo discorso che avranno stimolato certamente una riflessione in ognuno dei presenti.

Noi ne abbiamo tratto uno spunto di riflessione puramente incentrato sulla forza di volontà: il buon cristiano ha una volontà che lo spinge oltre le avversità, e in un momento di grande instabilità sia sociale che morale, sapere che il Papa ci voglia forti e disposti a grandi sacrifici per essere uomini veri e veri cristiani ci conforta e ci spinge ad affrontare le giornate Ignaziane e più in generale la nostra vita quotidiana con una nuova forza.

Lorenzo Guglielmi

III sc B

 

 

 

 


Giornalismo: Olivia Tassara spiega le meraviglie della diretta tv 

Gli alunni della Redazione “La Pulce”, hanno avuto l’occasione di avere in visita la giornalista di Sky Olivia Tassara, che ha spiegato l’organizzazione di una diretta in modo eccellente.

La giornalista, davvero bella e simpatica, ha varcato la soglia dell’aula mostrando una certa emozione: era evidentemente timorosa…ma questo è un effetto che noi studenti facciamo spesso!

Iniziata la conferenza, però, ha dimostrato subito una grande capacità di comunicare e una voglia impressionante di stare con i ragazzi.

Ha illustrato il programma giornaliero di un giornalista SKY, con i vari confronti tra esperti e le riunioni con i capi che approvano o scartano il lavoro eseguito. Dopo una spiegazione più che completa, la giornalista ha coinvolto direttamente i vari alunni, rendendoli molto partecipi; gli studenti si sono subito incuriositi e le hanno fatto numerose domande sul suo meraviglioso lavoro. Successivamente, la giornalista ha proposto un gioco. I piccoli redattori sono stati suddivisi in vari gruppi ed è stato assegnato loro un articolo su cui lavorare: alla fine è stata creata una “finta” diretta molto divertente.

L’incontro ci ha regalato un’esperienza veramente speciale e tutta la Redazione si augura che Olivia torni presto!

 

Rose Marie Scappin (3B) e Camilla de Meis (3C)

 

 


“La Pulce”: un pomeriggio al settimo “Cielo”

Alle 13.45 del 5 dicembre, noi - redattori del giornalino “La Pulce” - eravamo usciti da scuola pronti a volare sul pullman, presi dalla voglia di visitare gli studi Sky al più presto possibile!

Purtroppo all’interno non si potevano fare foto, ma in compenso ci hanno dato i cartellini da visitatore da indossare, proprio come i veri giornalisti.

Un intero pomeriggio presso Sky Tg24, un’opportunità magnifica: abbiamo visitato gli studi, abbiamo visto Paola Saluzzi in diretta e, nello studio B, ci hanno ripresi e fotografati, mettendo anche i sottotitoli sotto l’immagine del Preside…

Ci siamo divertiti molto, anche perché, grazie al nostro accompagnatore Gabriele Filippini, abbiamo visto il funzionamento delle regie audio e video; alla fine abbiamo fatto una memorabile foto di gruppo sotto l’insegna Sky e siamo tornati a scuola.

Speriamo di avere l’occasione di fare nuovamente una gita del genere.

Elisa Sergio e Maria Grazia Quarta 

 



Ritorno a Sighet: un Capodanno un po’ diverso

Sighet è una cittadina situata nel nord della Romania al confine con l’Ucraina, in una regione chiamata Maramures. Sono ormai quattordici anni che i Gesuiti hanno fondato lì delle case-famiglia dove far crescere in un ambiente affettuoso e protetto bambini strappati alla strada, al giro di malavita e prostituzione purtroppo all’ordine del giorno. Il legame familiare non è costruito solamente all’interno delle case stesse, ma anche mantenendo costanti i rapporti con l’Italia: ogni estate, infatti, molti ragazzi passano due o più settimane a Sighet in campi all’insegna della condivisione e del servizio. Come ogni relazione che si rispetti, anche quella con la Romania ha bisogno di essere curata e alimentata con dedizione, così durante le vacanze di Natale un gruppo di giovani provenienti da ogni  parte della penisola si è recato nella cittadina per trascorrere il Revelion, ovvero il Capodanno, assieme ai locali e per portare un dolce, un giocattolo o semplicemente una carezza ed un sorriso negli istituti dove abitualmente si offre servizio, quali l’ospizio degli anziani, l’ospedale psichiatrico, l’orfanatrofio e altre case di accoglienza per bambini e ragazzi con handicap più o meno gravi.

La gioia è palpabile, i volontari vengono accolti con calore ed affetto. Soprattutto per chi, come me, è già stato qui in passato, andare a Sighet è proprio come un ritorno a casa: stessi posti, stesse facce, stesse emozioni, ogni volta rinnovate. Il popolo romeno è incredibilmente premuroso, l’atmosfera che si crea non solo nelle case-famiglia ma anche nelle famiglie ospitanti è carica di affetto, dedita al condividere anche se si ha poco, al sorridere anche se la situazione è dura, all’accogliere anche se si sta stretti. Il periodo natalizio, poi, è ancora più ricco di festeggiamenti e amore, ogni famiglia con il suo albero addobbato e i cioccolatini da offrire. Il freddo e la miseria, che a prima vista sembrano essere tutto a Sighet, vengono presto oscurati dall’entusiasmo e la voglia di vivere delle persone, che tra una festa, una chiacchierata o più semplicemente una Messa hanno la possibilità di  trovare un ambiente disponibile a dare ma soprattutto a ricevere. E come ogni volta, tornando a casa l’unico pensiero è il ritorno in Romania, sulle labbra una delle prime parole che si imparano sul campo: “Multumesc”, grazie.

Ilaria Dinale IV Sc. A

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4 Ottobre 2013 – Insieme per augurarci Buon Anno scolastico! 

Eravamo in aula cercando di orientarci in una complessa lezione di Latino a ridosso di un compito in classe. Ad un certo punto, nel momento più difficile della spiegazione, sentiamo bussare alla porta e, già innervositi dalla complessità dell’argomento, pensiamo ad una di quelle noiose circolari che, probabilmente, ci faranno solo perdere tempo utile.

Stranamente, vediamo la vicepreside alla porta che ci comunica di essere una delle classi scelte per una videoconferenza fra le scuole della Compagnia di Gesù d’Italia e Albania. La reazione iniziale è stato un misto di dubbio e incredulità: i ragazzi informatizzati di oggi, infatti, sanno benissimo quanto sia difficile collegare in rete 7 scuole fra loro.

Alla fine della lezione, sono cominciate le discussioni fra noi alunni, c’era, infatti, chi credeva nel progetto e chi, invece, lo riteneva solo una perdita di tempo. Come era possibile, infatti, collegare tutte quelle scuole in diretta considerando la velocità media delle connessioni internet in Italia? E anche se ci fossimo riusciti, ci sarebbe stato un silenzio tale fra studenti di scuole diverse e per di più di differente età da permettere di seguire la video conferenza? Questi dubbi ci hanno accompagnato fino al giorno dell’evento, dove abbiamo dovuto prendere atto della decisione della scuola e recarci in chiesa.

Alcuni problemi audiovisivi, effettivamente, ci sono stati. Fortunatamente, il volenteroso staff tecnico  è riuscito a risolverli e la conferenza, nonostante l’incredulità di tutti, è iniziata.

Indubbio è stato, invece, l’interesse di noi alunni nel confrontarci con altre realtà scolastiche simili alla nostra. È subito emerso, infatti, che gli istituti dei Gesuiti non sono fra loro così diversi. Ovviamente, le strutture, i luoghi, le persone cambiano, ma c’è uno spirito che ci accomuna: non studiare solo per noi stessi, ma anche e soprattutto per essere un domani utile agli altri. Non vogliamo solo essere uomini competenti, ma anche coscienziosi, compassionevoli e testimoni della nostra fede, vissuta nella giustizia, nel servizio e nel rispetto del creato. È questo che ci fa sentire tutti parte di una stessa, grande famiglia; con la missione di portare al mondo qualcosa di buono.

Parliamo con i nostri compagni in missione in Romania guidati da Padre Massimo Nevola e notiamo i sorrisi negli occhi non solo nei bambini che aiutiamo, ma ancor di più in quelli di chi gli aiuta. Parliamo, infatti, di ragazzi che hanno lasciato per un periodo il loro collegio per andare ad aiutare gratuitamente chi, magari, non ha mai avuto il privilegio di ricevere istruzione alcuna. Questi ragazzi ci ricordano come la missione è una parte importantissima della nostra istruzione e ci raccontano quanto abbiano imparato da questo mondo così diverso dal nostro.

Successivamente, ricordiamo insieme il discorso di papa Francesco rivolto a noi studenti degli istituti dei Gesuiti e ci commuoviamo riguardando i bellissimi momenti trascorsi insieme.

Ripensiamo all’importanza di essere magnanimi, avere un gran animo grande. Questa è la cosa più importante che dobbiamo imparare, l’Italiano, la Matematica, il Latino, vengono dopo. È così che ci salutiamo reciprocamente, pensando quanto sia importante confrontarci fra noi di tanto in tanto, anche se questo comporta perdere importanti ore di lezione.

Luca Britos, II Scientifico B 

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July 2013: the Big Apple

8 th July 2013: a group of students from Massimo Institute in Rome went to New York with Professor Caterina Lizzio. The reason for our trip was to immerse ourselves in learning the English Language. It was also the desire to live the reality of a unique city that has led us. We were at Wagner College, a complex of buildings located on Staten Island. The first day we had an examination for the admission to the course and after the test ,we went to catch the ferry to the ‘’Big Apple’’. In New York we could see the bright hall of the Gran Central terminal Station; the quiet and simple majesty of the New York Public Library and the beautiful lobby of the Crysler Bulding, made of granite and marble. The following days we went shopping in the Mall on Staten Island and we visited theMuseum of Natural History. It was the third time for me, but I enjoyed it as always. Many others emotions I experienced visiting the MOMA (Museum of Modern Art)!

How could I be indifferent to the famous ‘’Starry Night’’ by Van Gogh? The Moma has works such as the” Demoiselles d’Avignon” or ‘The baigneur’ that undoubtedly represent masterpieces of modern European art as well as works from all over the world. Rather different is the setting of the Metropolitan Museum, another institution fundamental to the art world, which we visited in the following days. We admired the works of David and Ingres, one of the extraordinary self-portrait of Rembrandt, Greek urns and Roman statues, but also Rodin, El Greco, Monet , the inside of an indian temple, just to name a few, all because the Metropolitan is so huge that each section is a museum within a museum. I was very impressed by a diptych by Van Eych: The Crucifixion ,small but full of extraordinary details.

The sense of heightned drama of the event is so much to go straight to the heart of the visitor; and as if that were not enough, you risk the ‘’Stendhal Syndrome’’ walking among the numerous masterpieces by Botticelli, Brueghel, Rembrandt, Vermeer, Guttuso, Turner, Petrus Christus and many others. But we have not only had days of art: in fact the Sunday we attended the Gospel Mass: is a type of ceremony in which everyone actively partecipates with singing, dancing, smiles and even tears to achieve an very involving effect. The Mass was celebrate in a small church in Harlem - St. Charles Borromeo -, a neighborhood full of rich colors that I enjoyed more than the famed Wall Street. The aspect of New York that strikes the visitors most is that it is a multiethnic city, as we have noticed in Little Italy, Chinatown and Soho (the center of the melting pot “par excellence”). A place that has become a modern sanctuary is the memorial of September the 11th, in memory of victims of terrorism. The Fountains that currently occupy the sites of the twin towers evoke fascination with the drama of that day.

A building that I liked was the Church of the old St. Patrick , more suggestive for the believer compared to the famous St. Patrck Cathedral. Its uniqueness also depends on its being the only small building in an area full of skyscrapers. But do you know why there are so many skyscraper in NY? The reason is the self celebration: in fact, the skyscraper owner was seen as a wealthy and powerful man. Rockfeller Center is a typical example of the celebration of a billionaire with a fountain crowned by a statue of him , luxurious furnishings and a beautiful subway station, named after him. Speaking again of skyscrapers, we visited the most famous of them: the Empire State Building . Looking at the Big Apple from there , it looks like a huge beam of light that illuminates our faces, but they blind our eyes. These spectacular and partly disturbing scene, isn’t inspired by European architecture, as is the Gothic spiers of St. Patrick and the Corinthian capitals of the Federal Lobby. New York is daughter of the world . The statue of Cristoforo Colombo, that we saw near Central Park, is a symbol of the influence of the world on the origins of this city. This is because New York’s fortune derives not only from New Yorkers or Americans, but from Muslims, Hispanics, Balkans Jews, Africans, Russians, British, Chineses and we can go on and on. New York gave refuge to all these people and they made New York famous with their abilities, cultures and traditions. The most popular and contradictory city of the United States has a great debt of gratitude to the world .

Luca Dell’Elce V Liceo Classico B

 

July 2013 the Big Apple all the photos


Un compleanno a New York City – Luglio 2013

Il viaggio a New York con la professoressa Lizzio e alcuni amici, organizzato dalla L.I.A., è stato nel mio caso il regalo che i miei genitori mi hanno fatto in occasione dei 18 anni. Li ho festeggiati lì, un po’ stordito dall’effetto del jet lag, ma sostenuto dalla compagnia della prof e dalle parole dei miei amici Luca, Lavinia, Elisabetta, Maria Vittoria, Simone, Niccolò e Alessandro, ma non solo; c’erano anche gli amici dello staff che si sono seduti tra noi nel momento in cui soffiavo la candelina della torta. Questa una delle sorprese che ho trovato a New York, ma a coronare la giornata di festa sono stati il regalo che ho molto apprezzato e il biglietto, dal contenuto profondo ma anche simpatico. Non ho mancato, naturalmente, di sentire i miei genitori che da Roma mi facevano i loro auguri e con loro tutti i parenti. Un altro bel ricordo che ho della visita sono state le lunghe passeggiate per la città: tra i luoghi visitati l’imponente Chrysler Building, la Fifth Avenue e la Biblioteca Nazionale, con una collezione straordinaria dal gusto classico, poi anche la Stazione Centrale, piena di gente che andava di fretta o che si metteva in posa per fare le foto. Non sono mancati i soliti appuntamenti di ritrovo prima dei quali eravamo liberi di fare shopping. E tra i grandi grattacieli e i vistosi manifesti pubblicitari le strade di Nuova York pullulavano di persone di tutte le etnie e dei classici taxi gialli. Non un albero, non una panchina sui marciapiedi, solo larghe strade e tutte automobili statunitensi salvo poche eccezioni. Un viavai continuo in strade quasi tutte uguali contrassegnate da numeri, differentemente dall’Italia. Insieme a noi nel villaggio a Staten Island altri gruppi di ragazzi, anche italiani, il Wagner Campus, una struttura molto grande offriva, attraverso le sue vetrate, una vista straordinaria su Manhattan. Più volte mi è capitato di trovarmici davanti impressionato come un bambino di fronte a una vetrina piena di giocattoli. Era spettacolare e una notte che ho passato insonne l’ho trascorsa davanti alle lucine di New York, perché tornare a dormire?

Michele Ragni V Liceo Classico B

 

 

 


Cinema e teatro 2013 i trailer


Tutti Dante per un giorno!

È l’11 giugno del 2013 e la scuola sta per terminare; la sala Crostarosa è gremita di studenti: si sta svolgendo l’olimpiade dantesca. Si tratta di un agone che ha visto coinvolte due classi dei licei: il II classico B e il IV scientifico A. Durante la gara quattro studenti di entrambe le classi hanno avuto la possibilità di esibirsi recitando un canto del purgatorio imparato a memoria, sotto gli occhi attenti dei loro compagni e dei professori che, nelle vesti di giudici, assegnavano dei punteggi alle loro performance. Un’ esperienza unica in cui non sono mancate le emozioni: l’ansia di recitare di fronte ad un pubblico così ampio, la paura di deludere i propri compagni , la gioia di vedere degli amici mettersi in gioco e la grande soddisfazione riscontrata nell’applaudire e nell’essere applauditi dagli altri. In questo agone nemmeno la creatività è venuta meno: alcuni studenti infatti, per entrare meglio nel ruolo, si sono travestiti da Dante e hanno animato le loro performance con scenette e fotografie. La gara poi si è conclusa con la vittoria del IV scientifico A e la premiazione di Elisa Piscitello per la migliore interpretazione.

Federica Pagella II cl B


Le scuole dei gesuiti in udienza da Papa Francesco

7 Giugno 2013, il giorno più atteso da tutti noi finalmente è arrivato! Dall’Istituto Massimo sono partiti ben 32 pullman: il coro si è avviato alle 7:30, mentre le altre classi alle 7:45. L’aula Paolo VI si è riempita piano piano mentre il coro faceva le prove, quando finalmente è iniziata l’udienza con il canto “Jesus Christ you are my life”. Abbiamo tutti aspettato con gioia l’arrivo del Papa, mentre venivano presentate le scuole e le loro varie attività. Alle 11:50 è arrivato il momento: vestito di bianco, seguito da sacerdoti, guardie svizzere e accompagnato da tante calorose acclamazioni…Papa Francesco è arrivato! È stato simpatico fin dalla prima parola pronunciata, ha dimostrato di credere nei giovani e di essere una persona fantastica. Dopo aver parlato, bambini e ragazzi gli hanno fatto delle domande, alle quali ha risposto in maniera saggia ed allo stesso tempo scherzosa. Purtroppo l’udienza è finita e l’intero pubblico lo ha salutato facendo sventolare i fazzoletti con i colori delle varie scuole, mentre il coro cantava gioiosamente “Amen”. L’uscita è stata piuttosto complicata: c’era moltissima gente e faceva un gran caldo, ma ogni inconveniente si supera per quella che ritengo sia la migliore uscita scolastica di sempre. Adesso il giorno più atteso è sicuramente il 12 giugno (l’ultimo giorno di scuola!), ma quella di oggi è stata un’esperienza straordinaria che davvero rimarrà per sempre nei nostri cuori.

Victoria Stendardo D’Astuto II media C


Milano, maggio 2013: gemellaggio sportivo “SI! Studenti Ignaziani”

Quattro giorni di sport e opportunità a Milano, ospiti delle famiglie del Leone XIII. Il gemellaggio sportivo SI! (Studenti Ignaziani) per conoscere gli alunni degli altri collegi italiani: Milano, Torino, Roma, Napoli, Palermo e Messina, atleti pronti e carichi per ogni sport, in ogni occasione.

Giorni da non dimenticare circondati da ragazzi provenienti da tutta Italia, nuovi accenti e nuove opinioni si sono incontrati per formare nuove amicizie. Neanche il brutto tempo è riuscito a fermarci, tutte le giornate sono state organizzate dai professori che hanno combattuto fino alla fine per farci svolgere tutti gli sport. Quattro giorni passati troppo velocemente ma un’esperienza magnifica.

Maria Camilla Capuano e Ludovica Locatelli

 

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una scuola della Rete
Gesuiti Educazione