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Portare un sorriso ai bambini orfani di Nairobi
Pubblicata in: Scuola Primaria, Liceo Scientifico, Liceo Classico, Scuola Secondaria di primo grado, Scuola dell'infanzia
Il Prof. De Angelis ci invia il commovente resoconto della sua esperienza presso l’orfanotrofio delle Suore di Ongata Rongai.
“Come molti sapranno, durante le vacanze natalizie, un gruppo eterogeneo di circa 30 persone (tra cui, oltre me e Padre Nevola, due nostri ex alunni, Giacomo Mennuni e Giulio Forges Davanzati) si è recato a Nairobi, a fare attività varie di volontariato: completare la costruzione di una scuola gestita da Suore ad Ongata Rongai, dedicandosi all’animazione e al sostegno delle centinaia di bambini che la frequentano e, attività a cui mi sono dedicato insieme a Padre Nevola, servizio presso l’orfanatrofio (che ospita anche, in un suo settore, bambini con handicap), gestito amorevolmente dalle Suore di Madre Teresa nella baraccopoli di Kariobangi.
Uno dei partecipanti ha preparato un video con una serie di immagini che penso possa contribuire a testimoniare di un’esperienza forte, che sono felice di aver fatto e che certamente, quando e se mi sarà possibile, ripeterò, anche se va detto tuttavia che:
- vedere un bambino a cui è caduta la caramella (donata dai miei alunni! Che ringrazio, naturalmente)piangere disperato ed essere consolato da una bambina down (che si vede nel filmato mentre dà la pappa ad un altro bambino), che spezza la propria caramella in due e gliene dà una parte, sorridendogli;
- assistere alla Santa Messa d’inizio anno vedendo la chiesa piena di centinaia e centinaia di fedeli, quasi tutti provenienti dalla baraccopoli, che ballano e cantano la gioia di ringraziare il Signore;
- camminare, per raggiungere l’orfanatrofio, in strade maleodoranti fatte di fango e terra,con fogne a cielo aperto, avendo come sfondo la più grande discarica dell’Africa, quella di Korogocho,( brulicante di migliaia di persone, che vi si recano per trovare materiali da riciclare e rivendere) ed essere rincorsi da decine di bambini, spesso scalzi, che ti vogliono solo dare la mano e ricevere un sorriso;
- trovare, davanti al cancello delle Suore di Madre Teresa, un bambino di 4 o 5 anni e scoprire che il fagottino che ha in braccio è una bambina ancora con il cordone ombelicale, abbandonata nel giorno (sarà un caso?) dei Santi innocenti e che ovviamente le Suore hanno subito adottato, chiamandola appunto Innocenza;
sono emozioni indimenticabili, di cui una foto può solo rendere vagamente l’idea; spero tuttavia possano trasmettere, a tutti, soprattutto ai nostri ragazzi, un messaggio di speranza: anche in realtà degradate come quelle in cui eravamo immersi, anche dove le sperequazioni sociali sono evidenti e gridano vendetta, anche lì, la speranza prende il sopravvento sulla disperazione, l’impegno vince sull’indifferenza e la rassegnazione, la vita trionfa sulla morte: BUON 2012 a tutti, di tutto cuore “
Massimo De Angelis ( e Padre Nevola SJ)
