1916, nascita dello scoutismo italiano

La nascita del Roma 5° va ricondotta alla figura di padre Giuseppe Gianfranceschi, insegnante alla scuola gesuita “M. Massimo”, assistente ecclesiastico centrale del neonato movimento scautistico italiano I’A.S.C.I. (Associazione Scautistica Cattolica Italiana – solo maschile). L’ASCI era nato nell’estate del 1916 e alla ripresa dell’ attività scolastica dello stesso anno P. Gianfranceschi fondò nella sua scuola il ROMA 5°, uno dei primi gruppi scout italiani. Tra i primi iscritti ci furono Mimmo Maddalena e Agostino Ruggi d’Aragona, i nomi più importanti del gruppo tra le due guerre e nel dopoguerra. 

Le prime due squadriglie (le squadriglie sono gruppi di circa 7 ragazzi tra i 12 ed i 16 anni. Più squadriglie formano un Reparto – o Riparto secondo la vecchia dicitura), i Galli e le Aquile fecero la storia del Gruppo. Il fazzolettone era verde, in seguito fu aggiunto il filetto bianco per distinguerlo da quello dei capi dell’ASCI, anch’esso verde. 

Nei 1926 fu festeggiato degnamente il decennale e Ruggi subentrò alla guida del gruppo trasformandolo in un “Reparto ciclistico”, cioè mettendo tutti i suoi scout in bicicletta. In seguito Ruggi ebbe sempre più incarichi a livello regionale e nazionale, ma nel 1928 tutta l’attività scout fu chiusa a causa del fascismo. Una legge (la n. 5 del 9 gennaio 1927), una delle cosiddette Leggi Fascistissime, aveva decretato infatti lo scioglimento dei Reparti Scout. Nel Dicembre 1922 era nato il primo periodico del Roma 5°, ” Il Quinto Che Scrive” a cui fu poi aggiunto il sottotitolo “Esce quando può, se può” a causa delle rappresaglie contro il movimento scout.Il periodo successivo al 1927 fu chiamato dagli scout “Giungla Silente”, alcuni gruppi scout, tra cui il Roma 5°, proseguirono stoici clandestinamente.
A questo link su youtube si può trovare un bellissimo servizio di RaiStoria sulle “Aquile Randagie”, un gruppo di scout della zona di Monza e Milano che si opposero al fascismo.

 

La clandestinita’

Anche il 5° continuò sulla strada della clandestinità, mantenendo tra le varie squadriglie che si erano formate solo quelle storiche delle Aquile e dei Galli, con a capo rispettivamente Mimmo Maddalena e Agostino Ruggi, le cui case erano i luoghi di riunione. I fazzolettoni potevano essere indossati solo in aperta campagna, lontano do sguardi indiscreti, ma in città portavano sempre il cinturone e le scarpe erano allacciate con il nodo scout. Si andò avanti cosi fino al 1930, ma l’oppressione fascista non permetteva il proseguimento dell’attività scout.

P. Gianfranceschi fu scelto come cappellano della spedizione polare di Nobile, a cui diede da lanciare sul Polo Nord, oltre alla croce papale, al tricolore e al gonfalone del comune di Roma, anche la fiamma del Roma 5° e il guidone (il “guidone” è la bandierina di stoffa simbolo della squadriglia) delle Aquile. Il guidone dei Galli fu invece sepolto, in una bottiglia, sulla vetta del Gran Sasso, alla fine dell’ultimo campo.

Nell’estate del ‘30, Ruggi e Maddalena divennero seminaristi, il primo gesuita, l’altro domenicano. Il Roma 5°, persi i due Capi principali, chiuse definitivamente il 17 maggio 1931.

Il 26 luglio 1943, l’indomani della caduta del fascismo, per iniziativa di Mimmo Maddalena, diventato nel frattempo sacerdote, nel cortile del Massimo, ricominciò ad esistere il Roma 5°, con la sola squadriglia delle Aquile, perché Ruggi, divenuto anche lui Sacerdote, impegnato con lo scautismo su scala nazionale, non poté ricostituire la sua vecchia squadriglia

Il gruppo continuò negli anni ‘50, diventando uno dei gruppi scout italiani più importanti d’Italia. Diede molti capi allo scautismo a livello nazionale, regionale e provinciale.

 

I favolosi anni Sessanta

Tra il 1960 e il 1961, il gruppo ROMA 5°, ed insieme adesso l’intero istituto M. Massimo, si trasferiscono all’EUR, in piazza Massimiliano Massimo, lasciandosi alle spalle la vecchia sede di Piazza dei Cinquecento.

Il gruppo è composto da varie unità (suddivise per fasce d’età):

  • il Branco - Lupetti (dagli 8 ai 11 anni)
  • Il Riparto e i Senior (dai 12 ai 15anni)
  • I Novizi e il Clan (dai 16 ai 20anni). 

Il Servizio al prossimo, allora come anche adesso, era alla base della formazione e dell’attività del Gruppo. Ricordiamo le attività di solidarietà al Borghetto Latino, dei campi di lavoro organizzati per costruire un asilo (a Sgurgola Anticolana) o un acquedotto (a Senechas, presso Nimes, in Francia) e per aiutare i contadini nella trebbiatura, o ancora nelle operazioni di pronto intervento in occasione dell’alluvione di Firenze nel 1966 e del terremoto del Belice.

Certamente molto tempo veniva dedicato anche al divertimento ed allo svago: in questo caso, non si possono dimenticare le iniziative prese per la costruzione dei kajak, i corsi di fotografia e le ormai leggendarie uscite invernali al Terminillo.Tra un’iniziativa e l’altra, tra un campo e l’altro, tra un corso e l’altro, arrivò il 1968, con tutta la sue carica rivoluzionaria che lascia il segno anche nel Roma 5°.

 

Verso la fusione

Il Gruppo Roma 58 nasce come sviluppo del Roma 5°. Era l’anno 1966-67, quando Giampiero Ausili (l’allora Akela – Capo Branco) aprì il Branco ASCI. Nei 1969-70 finalmente si formò un reparto, o Riparto come si chiamava allora, vero e proprio.

Nel 1967/68, nasce anche il Roma 30 AGI (Associazione Guide Italiane – solo femminile), Lucia Verdacchi aprì il nuovo reparto con 3 squadriglie e il primo campo fu fatto a Pian Castagnaio. Nei 1968/69 il secondo campo si svolse vicino al Roma 58 ASCI ai Piani di Pezza. Nei 1969/70, Lucia Verdacchi compie i primi esperimenti di co-educazione (insieme maschi e femmine) con le più grandi del suo reparto insieme ai più grandi del Roma 5° ASCI.

Nel 1975 le associazioni ASCI e AGI si uniscono in una sola associazione, l’AGESCI – Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani.  Finalmente si uniscono così il 5° ASCI, il 58 ASCI, il 5° AGI delle Suore di Nevers e il 30 AGI. La sede  prescelta per disponibilità di spazi fu presso la Basilica di S.S. Pietro e Paolo all’EUR. Da questa fusione nasce il Roma 50 – la “°” del Roma 5° cresce graficamente sino a diventare uno “0” -  e cominceranno ad indossare lo stesso fazzolettone con il bianco del Roma 58, il verde del Roma 5 ASCI, il blu del Roma 30.


Dagli anni ‘60 il Roma 50 svolge la sua attività educativa nel territorio dell’EUR e zone limitrofe.

Il Roma 30, il Roma 58 ed il Roma 5° vivono ancora con tutto il carico delle loro esperienze in seno al Roma 50.


una scuola della Rete
Gesuiti Educazione